Epilogo speciale de “Il sapore delle lacrime”
Parte terza
Il cuore sobbalzava nel mio petto al ritmo dei botti fuori dalla finestra. A mezzanotte ed un minuto ero chiusa in bagno a fissare quello stick che stringevo tra le dita. Afferrai il foglietto all’interno della scatola e fissai l’illustrazione. Due linee incinta. Una linea non incinta. Era chiaro, no? Eppure per me in quel momento non lo era affatto. Non avevo bevuto alcool per tutta la sera. Sapevo da giorni che il mio regolarissimo ciclo era in ritardo. Perciò in teoria non avrei avuto difficoltà ad interpretare quelle benedette linee. La mano mi tremava e la gola era secca. Improvvisamente iniziò a comparire una striscia rosa. Piano piano si faceva sempre più scura. Poi la striscia si definì ed il mio cuore prese ad accelerare. Non so dire con precisione cosa desiderassi realmente in quel momento. La mia parte razionale la pensava tipo così: “no, ora non è il momento, siete ancora giovani, non avete mai parlato di un figlio, non avete i genitori vicini per chiedere una mano, sareste soli e la vostra vita di coppia probabilmente andrebbe a rotoli, non siete sposati e non ne avete minimamente parlato – anche se sai che Dan lo farebbe anche domani –, senza contare le spese extra, pannolini, latte, biberon, ciucci, vestitini, adorabili vestitini... okay, stop.”
Eppure il mio cuore sapeva la verità e diceva: “sì, se dentro di me c’è davvero il frutto del nostro amore, voglio vedere comparire la benedetta seconda linea, voglio questo bambino, voglio che esista”.
Il rumore ed il bagliore dei fuochi d’artificio aldilà del vetro della finestra del bagno rendevano tutto così irreale. Mi sentivo ubriaca eppure non ero mai stata così sobria. Cosa avrei detto a Dan? Ero sparita subito dopo la mezzanotte, dopo che mi aveva detto “ti amo”. Scappata come Cenerentola, solo che avevo accampato la scusa di non sentirmi bene e di dover andare subito in bagno, e conoscendolo lui era lì fuori ad aspettarmi. Se su quello stick fosse comparsa una sola striscia forse sarebbe stato meglio non dirgli niente. Se invece fosse apparsa anche la seconda cosa avrei fatto? In ogni caso, sapevo che gliene avrei parlato comunque. Mentre il mio cervello continuava ad arrovellarsi su cosa fare o non fare, la seconda linea fece la sua trionfale comparsa insieme ad un fischio seguito da un enorme botto. Ero davvero incinta.
 
«Tutto okay là dentro, Lin?» fece Dan da dietro la porta.
«Lo sapevo, cazzo» sussurrai col sorriso. Lo conoscevo bene.
Non udendo risposta bussò e ripeté la domanda.
«Sì, amore. Tutto okay. Arrivo» risposi tirandomi su le calze e sistemandomi il vestito.
Lavai le mani e mi guardai allo specchio. Mi sentivo un terremoto dentro. Ero immensamente felice, ma anche in ansia. Feci un bel respiro ed uscii, senza sapere cosa avrei detto o fatto.
Appena incontrai il suo sguardo capii che sapeva. Non so come, ma sapeva che ero andata a fare quel test, sapeva che avrei potuto essere incinta. Forse si era accorto del mio ritardo, o forse lo aveva capito dal mio stato d’animo degli ultimi giorni.
«Abbiamo un bambino?» chiese con gli occhi che brillavano.
In quel momento mi resi conto di quanto profondamente mi amasse.
«Sì, Dan. Sono incinta.»
Non feci in tempo a finire la frase, che mi ritrovai stretta tra le sue braccia.
 
 
Diario di una mamma.
 
Fare un trasloco, arredare una casa e gestire una gravidanza non è stata cosa da poco, ma insieme ce l’abbiamo fatta. Adoro camminare su quel parquet, sia scalza che con i miei amati calzini con le renne. Dan mi è stato sempre vicino e non potevo desiderare di meglio. Sì, ci sono stati momenti in cui i miei ormoni l’hanno messo a dura prova, ma ha saputo superare brillantemente ogni sfida con tutto l’amore possibile. Mi è stato vicino in ogni momento, durante il lungo travaglio e durante il parto, quando poco dopo la mezzanotte, sfinita dalle spinte e appoggiata a lui, abbiamo abbracciato insieme il nostro bambino.
L’8 settembre è nato Robby. Non abbiamo avuto dubbi sul nome da quando abbiamo saputo il sesso. Mio fratello sarebbe stato uno zio magnifico, ma siamo sicuri lo proteggerà per sempre da lassù. I nonni sono felici più che mai e per ogni cosa sappiamo che possiamo contare sul loro aiuto. Mia madre in particolare ha ritrovato la vitalità di un tempo. Ed inoltre non è da sottovalutare la famiglia allargata di Dan. Da quando i suoi hanno divorziato, ed hanno rispettivamente nuovi compagni, possiamo contare su ben sei nonni in totale. E con il lavoro di Dan ed mio nuovo lavoro devo dire che il loro aiuto è davvero prezioso. Sto lavorando da casa come freelance, in collaborazione con lo studio d’architettura Argigli e altri studi qui a Bologna. Mi piace il mio lavoro ed inoltre mi permette di restare anche più vicino a Robby.
Nostro figlio è dolce e sensibile, ma allo stesso tempo ha lo stesso caratterino dello zio. Amiamo Robby più di ogni altra cosa al mondo e desideriamo il meglio per lui. Vederlo crescere curioso, sano e felice è la nostra più grande gioia. È la nostra priorità, la nostra impronta nel mondo. L’amore vero, incondizionato e viscerale che proviamo per nostro figlio è l’emozione più grande che io e Dan abbiamo mai vissuto.
FINE
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