• Alessia Prestanti

📚Il linguaggio segreto dei neonati

di Tracy Hogg


Photo Alessia Prestanti ®2019

Edito da: Mondadori

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ 5 Stelle


Premetto che questa non sarà una Flash Review, come al solito quando vi segnalo un libro, ma vi parlerò sia del testo sia della mia esperienza come mamma.


Ero molto curiosa di saperne di più riguardo questo “linguaggio segreto” di cui ci parla l’autrice. Dopo averlo letto ho fatto molta più attenzione ai comportamenti di Aurora e al modo con cui mi comunicava un suo bisogno. Infatti nel libro Tracy ci porta esempi concreti di bambini con cui lei ha avuto a che fare e tramite questi fa capire che i bambini non piangono mai per il gusto di farlo o perché non gli piace una certa cosa: il pianto è l’unico modo che hanno (per ora😅) per farci capire quello che provano o cosa vogliono o non vogliono. Comprenderlo e saperlo interpretare è la chiave per instaurare un rapporto di fiducia con il proprio figlio e per essere noi stessi più sereni e soddisfatti. A volte fermarsi a osservare e riflettere è meglio che agire d’impulso. Cambiare qualche piccola condizione può far cessare una crisi di pianto e vi troverete a chiedervi “Bastava solo questo?”. Ebbene sì. Basta saper osservare e ascoltare, e andare un po’ per tentativi ed esclusioni. 😝

Ovviamente non è un libro che insegna a essere genitori, ma offre un metodo, un modo per comprendere appunto cosa il bambino vuole dirci attraverso il suo pianto e che aiuta il genitore a non sentirsi sopraffatto dall’accudire la piccola creatura urlante 24h su 24.

Tracy illustra il suo metodo, chiamato E.A.S.Y., che si basa su 4 punti. Tutto ruota attorno a queste 4 semplici lettere, che significano: Eat (mangiare), Activity (attività), Sleep (sonno), You (tempo per te).

È un metodo che personalmente anche io uso con Aurora e con il quale mi sto trovando bene. Consiste proprio nella rotazione di questi 4 momenti durante la giornata. Una volta che il vostro bimbo/a ha soddisfatto il suo bisogno di mangiare (che sia allattamento al seno o latte artificiale), avrà le energie per giocare e svolgere le sue attività, che ovviamente variano con l’età ma che in un neonato sono principalmente guardarsi intorno, osservare un oggetto, una lucina o magari un quadro alla parete. Finito il momento dell’attività inizierà a dare i primi segni di stanchezza, come strusciarsi gli occhi o sbadigliare, e quello è il segnale per il terzo punto, Sleep. È importante rispettare quesi primi segnali di sonno perché se ignorati potrà innervosirsi, piangendo forte e divincolandosi (e fidatevi, basta davvero poco!). Qui io credo che ogni genitore potrà addormentare il proprio piccolo/a come preferisce e come se la sente. Il metodo E.A.S.Y. prevede che il bimbo venga messo nel suo lettino per farlo addormentare da sé. Ma se è vero che così facendo non si crea il “vizio” di dormire in collo tra le braccia della mamma o del papà, è vero anche che si priva il piccolo/a di un momento intimo e unico, di quel contatto corporeo di cui ha istintivamente bisogno. Quando posso cerco di addormentare Aurora cullandola fino al primo sonno, e quando vedo che sta per dormire, la metto nel suo lettino. Alcune volte non è pronta a staccarsi e si lamenta, altre volte si lascia mettere a letto e nel giro di pochi minuti si addormenta. Questo credo dipenda molto da bambino a bambino e può variare anche di mese in mese. Ma a prescindere da come addormenterete il vostro pargoletto, è in questa fase che un genitore può avere del tempo per sé. Cosa molto importante. Mediamente Aurora dorme – per ora che ha quasi 4 mesi – circa un’ora e mezza, massimo due. E in questo tempo cerco di fare le cose che non ho fatto prima (tipo occuparmi della casa se sono sola, fare una doccia, una maschera rilassante, leggere un bel libro o magari riposare un po’ se i familiari possono dare un mano con le faccende di casa). Anche Tracy sottolinea molto questo aspetto. Per potersi occupare di un neonato bisogna avere le pile cariche 😁😌

Una volta che il piccolo/a si è svegliato, si ricomincia il giro e quindi si riparte con il mangiare, l’attività, etc… Il tutto intervallato dai momenti per il cambio di pannolino per cacche e pipì, ed eventuali incidenti di percorso come macchiarsi tutti i vestiti! 😱

(spogliala, lavala, metti il pannolino, cambia il body, cambia i vestiti, e nel frattempo intrattienila e parlale 😂).

Oltre ad illustrare il suo metodo, Tracy usa varie tabelle per l’interpretazione fisica dei bisogni del vostro pargolo, come il movimento della lingua o di braccia e gambe, etc. Aggiunge poi utili e simpatici test a risposta multipla per capire di che tipologia sia il vostro bimbo (angelico, da manuale, sensibile, vivace, scontroso). Non si tratta di inquadrature rigorose, servono più come suggerimento, per capire quale carattere ha vostro figlio/a e comprenderlo/a al meglio. Come ho detto altre volte, non ci sono libri, regole o metodi infallibili per essere genitori, ma tutto può essere uno spunto per aiutare a creare un buon rapporto genitori-figli che meglio si adatta a noi e alle proprie esigenze.


Nel libro troverete questo e molto altro, come preziose info su allattamento e svezzamento. Per me è un testo valido per un neo-genitore, una lettura piacevole e che può essere molto d’ispirazione. 😊



Citazioni:

“Perché la verità è che quando avete un bambino tutto cambia davvero: le vostre abitudini, le priorità, le relazioni.”
“Non importa quello che vi capita nella vita, ma come lo affrontate.”
“Dovete sempre ricordare quale dono speciale sia avere figli. Non dimenticate poi che allevare un figlio è un compito che dura tutta la vita, ed è una cosa che dovete prendere più seriamente di qualsiasi altra missione abbiate mai portato a termine. Siete responsabili della guida e della formazione di un altro essere umano, e non c'è nulla di più importante di questo.”

© Articolo a cura di Alessia Prestanti

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