• Alessia Prestanti

📚Resto qui

di Marco Balzano


Photo Alessia Prestanti ®2019

Edito da: Einaudi

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 Stelle


Curon, Sudtirolo. Oggi esiste solo il nuovo paese di Curon, più in alto, sulla sponda orientale del lago di Resia. Ma del vecchio paese, quello originale, rimane solo il famoso campanile che emerge dall’acqua, quella torre che tutti i turisti amano fotografare. Ma non si pensa che proprio sotto quell’acqua c’era la storia di un paese di montagna, il sudore del lavoro, le gioie e i dolori della gente, la leggerezza della vita quotidiana, gli animali al pascolo, la lotta per la costruzione della diga, la venuta del fascismo e le regole di Mussolini e molte, molte altre cose finite affogate là sotto.

Trina, la protagonista di questo romanzo ispirato a eventi reali, è una donna forte, che ha dovuto affrontare molte battaglie, da quelle personali, come la scomparsa della figlia, la clandestinità del suo lavoro e il rapporto col marito, a quelle comuni ai compaesani: le imposizioni del Duce, la guerra, la sopravvivenza, la costruzione della diga per la centrale elettrica.

Nell’insieme l’ho trovata una bella storia, degna di essere raccontata, ben scritta e scorrevole. Non mi sono immedesimata come avrei voluto nella protagonista. Forse avrei preferito un approfondimento maggiore in determinati punti e più chiarezza in altri. Tutto sommato mi è piaciuto e mi ha fatto conoscere la storia di un paese come Curon e la battaglia dei suoi abitanti contro la diga. Di sicuro non guarderò mai quel campanile come se fosse una stramba attrazione turistica, ma, come leggerete nelle citazioni qui sotto, avrò ben altre emozioni dentro di me e per questo ringrazio Marco Balzano.\


Citazioni:

“Non sai niente di me, eppure sai tanto perché sei mia figlia. L’odore della pelle, il calore del fiato, i nervi tesi, te li ho dati io. Dunque ti parlerò come a chi mi ha visto dentro.”
“Invece bisogna curarsi, stringere i pugni anche quando la pelle delle mani si copre di macchie. Lottare a prescindere. Questo mi ha insegnato tuo padre.”
“Ti fa sentire una ladra certe volte l’amore.”
“Per lei erano il nemico più grande, i pensieri.”
“Le parole non potevano niente contro i muri che aveva alzato il silenzio. Parlavano solo di quello che non c’era più. Tanto valeva che non ne rimanesse traccia.”
“La conosceva bene la gente, lui che da tutta la vita girava il mondo. Era uguale ovunque, assetata solo di tranquillità. Contenta di non vedere.”
“L’acqua ci ha messo quasi un anno a ricoprire tutto. È salita lentamente, incessantemente, fino a metà della torre, che da allora svetta come il busto di un naufrago sull’acqua increspata.”
“Il dottore ha detto che era malato di cuore, ma io so che è stata la stanchezza che ha preso il sopravvento. Si muore solo per la stanchezza. La stanchezza che ci danno gli altri, che ci diamo noi stessi, che ci danno le nostre idee.[...] Non era più niente di quello che voleva essere e la vita, quando non la riconosci, ti stanca in fretta. Non ti basta nemmeno Dio.”
“Forse l’unico modo di continuare a vivere è farsi altro, non rassegnarsi a stare fermi. Certi giorni me ne pento, ma è tutta la vita che mi succede così. D’improvviso devo disfarmi delle cose. Bruciarle, strapparle, allontanarle da me. Credo sia la mia strada per non impazzire.”
“Nel giro di pochi anni il campanile che svetta sull’acqua morta è diventato un’attrazione turistica. I villeggianti ci passano all’inizio stupiti e dopo poco distratti. Si scattano le foto con il campanile della chiesa alle spalle e fanno tutti lo stesso sorriso deficiente. Come se sotto l’acqua non ci fossero le radici dei vecchi larici, le fondamenta delle nostre case, la piazza dove ci radunavamo. Come se la storia non fosse esistita.”
“Anche le ferite che non guariscono prima o poi smettono di sanguinare.”

© FlashReview a cura di Alessia Prestanti

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